Ad agosto molti stabilimenti rallentano o sospendono temporaneamente l’attività. I macchinari vengono spenti, gli uffici si svuotano e i consumi energetici diminuiscono. L’impianto fotovoltaico, invece, continua a lavorare proprio in uno dei periodi più produttivi dell’anno.
Per questo motivo, prima di chiudere l’azienda per ferie, è importante verificare che il sistema di monitoraggio sia attivo e correttamente configurato. Un guasto non rilevato, un inverter in blocco o un’anomalia su una stringa possono compromettere la produzione per giorni, senza che nessuno se ne accorga.
Grazie al controllo dell’impianto fotovoltaico da remoto, è possibile verificare le prestazioni anche durante la chiusura estiva e intervenire rapidamente quando qualcosa non funziona come dovrebbe.
Perché controllare il fotovoltaico durante la chiusura estiva?
Quando l’azienda è operativa, eventuali problemi possono essere individuati più facilmente: si nota una segnalazione sull’inverter, arriva una notifica oppure emerge un dato insolito confrontando produzione e consumi.
Durante le ferie, invece, lo stabilimento può rimanere incustodito per diversi giorni. Nel frattempo, l’impianto continua a produrre energia e a immettere in rete quella non autoconsumata.
Se si verifica un’anomalia, ogni giornata di fermo può tradursi in energia non prodotta. E ad agosto, quando l’irraggiamento è particolarmente elevato, una settimana di mancata produzione può pesare più di quanto si immagini.
Il monitoraggio dell’impianto fotovoltaico permette di controllare a distanza:
- produzione giornaliera e mensile;
- stato degli inverter;
- eventuali codici di errore;
- rendimento delle diverse sezioni dell’impianto;
- energia autoconsumata e immessa in rete;
- andamento della produzione rispetto ai periodi precedenti.
Non serve quindi essere fisicamente in azienda per sapere se l’impianto sta funzionando. Basta avere accesso alla piattaforma o all’app collegata al sistema.
App di monitoraggio: l’impianto sempre sotto controllo
Gli impianti fotovoltaici più recenti sono generalmente dotati di un’app o di un portale online attraverso cui consultare i dati di produzione.
Dal telefono, dal tablet o dal computer è possibile controllare in pochi minuti se l’impianto è attivo e quanto sta producendo. Le informazioni disponibili cambiano in base al produttore dell’inverter e alla configurazione scelta, ma normalmente comprendono:
- potenza istantanea;
- energia prodotta nella giornata;
- storico della produzione;
- stato di funzionamento dell’inverter;
- segnalazione di errori o interruzioni;
- confronto tra giorni, mesi e anni;
- dati relativi a consumi e autoconsumo, se presenti gli appositi misuratori.
Prima della chiusura estiva conviene verificare che le credenziali di accesso siano disponibili, che l’app funzioni correttamente e che i dati vengano aggiornati. Può sembrare una banalità, ma scoprire sotto l’ombrellone che nessuno ricorda la password non è esattamente il massimo della manutenzione preventiva.

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Allarmi dell’inverter: quali segnali non ignorare
L’inverter è uno dei componenti centrali dell’impianto fotovoltaico: converte l’energia prodotta dai pannelli e ne consente l’utilizzo da parte dell’azienda o l’immissione nella rete elettrica.
Quando rileva un problema, può generare un allarme o un codice di errore. Non tutte le segnalazioni indicano un guasto grave: alcune possono dipendere da un’interruzione temporanea della rete o da condizioni di funzionamento particolari. Altre, invece, richiedono una verifica tecnica.
Tra le anomalie più comuni possono rientrare:
- inverter disconnesso o non raggiungibile;
- assenza di comunicazione con il portale;
- tensione di rete fuori dai parametri;
- isolamento insufficiente;
- blocco di una stringa;
- temperature operative troppo elevate;
- produzione improvvisamente azzerata;
- rendimento inferiore rispetto alle altre sezioni dell’impianto.
La presenza di un allarme non dovrebbe essere ignorata né risolta semplicemente riavviando più volte il sistema. Prima di intervenire è necessario comprenderne la causa, soprattutto su un impianto industriale.
Quali anomalie possono verificarsi mentre l’azienda è chiusa?
Anche un impianto regolarmente funzionante può presentare problemi durante la pausa estiva. Temporali intensi, sbalzi di tensione, interruzioni della connessione internet o temperature particolarmente elevate possono influire sul funzionamento o sulla trasmissione dei dati.
Tra le situazioni da tenere sotto osservazione ci sono:
- produzione nulla in una giornata soleggiata;
- cali improvvisi non giustificati dal meteo;
- una parte dell’impianto che produce meno delle altre;
- perdita di comunicazione con uno o più inverter;
- notifiche di errore ripetute;
- dati mancanti per più giorni consecutivi;
- differenze rilevanti rispetto alla produzione registrata nello stesso periodo dell’anno precedente.
A volte l’impianto continua a produrre, ma il portale non mostra i dati a causa di un problema di connessione. In altri casi, invece, l’assenza di dati corrisponde a un fermo reale. Per questo è importante non fermarsi alla schermata dell’app, ma far verificare l’anomalia quando persiste.
Produzione attesa e produzione reale: il confronto che conta
Controllare soltanto se l’impianto è acceso non è sufficiente. Un sistema può risultare operativo e produrre comunque meno di quanto dovrebbe.
La valutazione più utile consiste nel confrontare la produzione reale con quella attesa, tenendo conto delle condizioni meteorologiche, della potenza installata e dello storico dell’impianto.
Se in una giornata limpida la produzione risulta nettamente più bassa rispetto a giornate simili, potrebbe esserci un problema. Lo stesso vale quando una sezione dell’impianto presenta un andamento diverso rispetto alle altre, pur trovandosi nelle medesime condizioni.
Il confronto può far emergere:
- pannelli sporchi o parzialmente ombreggiati;
- stringhe non funzionanti;
- inverter in derating o in blocco;
- componenti deteriorati;
- problemi di cablaggio;
- cali progressivi di rendimento;
- errori nella misurazione o nella trasmissione dei dati.
Il meteo, naturalmente, incide sulla produzione. Una giornata nuvolosa non può essere confrontata con una giornata perfettamente soleggiata. Per ottenere una valutazione attendibile servono dati storici, riferimenti omogenei e una lettura tecnica corretta.
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Le notifiche automatiche non bastano, se nessuno le riceve
Le piattaforme di monitoraggio possono inviare notifiche tramite app o e-mail quando rilevano un’anomalia. Prima delle ferie è opportuno controllare che:
- gli allarmi siano effettivamente attivi;
- gli indirizzi e-mail associati siano aggiornati;
- almeno una persona possa consultare le notifiche;
- siano presenti i contatti del tecnico di riferimento;
- l’accesso non dipenda esclusivamente da un dipendente assente;
- la connessione internet dell’impianto rimanga attiva durante la chiusura.
Per le aziende con impianti di grandi dimensioni può essere utile individuare un referente interno e stabilire in anticipo cosa fare in caso di segnalazione. Una procedura semplice evita telefonate a catena e perdite di tempo quando serve una decisione rapida.
Intervenire tempestivamente limita le perdite di produzione
Un buon sistema di monitoraggio non impedisce che si verifichino guasti, ma consente di scoprirli rapidamente. Ed è proprio la tempestività a fare la differenza.
Se un inverter si ferma nei primi giorni di chiusura e l’anomalia viene scoperta soltanto al rientro, l’impianto può perdere una parte significativa della produzione estiva. Se invece l’allarme viene ricevuto e verificato subito, è possibile valutare rapidamente la situazione e organizzare un intervento.
Non tutte le segnalazioni richiedono l’uscita immediata di un tecnico. In alcuni casi è sufficiente una verifica da remoto; in altri è necessario programmare un sopralluogo. L’importante è non lasciare l’impianto fermo senza sapere perché.
La manutenzione del fotovoltaico per le aziende non dovrebbe quindi limitarsi agli interventi successivi a un guasto. Un programma efficace comprende controlli periodici, analisi dei dati e prevenzione delle anomalie.
Checklist prima di chiudere l’azienda per ferie
Prima di abbassare le serrande, è consigliabile dedicare qualche minuto a questi controlli:
- Accedere all’app o al portale di monitoraggio.
- Verificare che tutti gli inverter risultino connessi.
- Controllare l’eventuale presenza di allarmi attivi.
- Confrontare la produzione recente con lo storico.
- Verificare i destinatari delle notifiche automatiche.
- Assicurarsi che modem, router e sistemi di comunicazione restino alimentati.
- Salvare il contatto dell’assistenza tecnica.
- Individuare una persona autorizzata ad accedere allo stabilimento in caso di necessità.
Sono operazioni semplici, ma possono evitare che un’anomalia passi inosservata proprio nel periodo in cui l’impianto potrebbe produrre di più.
Monitoraggio e manutenzione: un investimento che protegge il rendimento
Un impianto fotovoltaico aziendale è un investimento destinato a lavorare per molti anni. Per conservarne prestazioni e affidabilità non basta installarlo: occorre seguirne il funzionamento nel tempo.
Il monitoraggio da remoto consente di avere una visione costante delle prestazioni, mentre la manutenzione tecnica permette di verificare sul posto le cause di eventuali anomalie e lo stato dei componenti.
LERIS segue l’intera filiera dell’impianto fotovoltaico: sopralluogo, progettazione, pratiche, installazione, messa in funzione, monitoraggio e assistenza. Gli interventi vengono gestiti direttamente con personale e mezzi propri, offrendo alle aziende un unico referente anche dopo l’installazione.
Parti per le ferie, ma non perdere di vista il tuo impianto
Durante la chiusura estiva l’impianto fotovoltaico continua a produrre. Lasciarlo senza controllo significa rischiare di accorgersi troppo tardi di un guasto o di un calo di rendimento.
Con un sistema di monitoraggio correttamente configurato, allarmi attivi e un’assistenza tecnica pronta a intervenire, è possibile controllare l’impianto anche a distanza e proteggere la produzione nei mesi più favorevoli.
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Responsabile Marketing
Amo le nuove idee e sono sempre alla ricerca di nuove strategie comunicative per non smettere mai imparare, del resto, “per essere bravi nel marketing bisogna essere un pochino pazzi” (Jim Metcalf).

