Agosto è uno dei mesi più favorevoli per la produzione fotovoltaica: le giornate sono lunghe, l’irraggiamento solare è elevato e le ore di luce permettono agli impianti di generare grandi quantità di energia.
Tuttavia, soprattutto nel settore industriale, produrre più energia non significa necessariamente ottenere il massimo risparmio. Le temperature elevate possono ridurre il rendimento dei pannelli solari e molte aziende, durante le chiusure estive, consumano meno energia proprio mentre l’impianto ne produce di più.
Per valutare la convenienza di un impianto non basta quindi osservare la produzione complessiva: occorre analizzare anche quanta energia viene autoconsumata e quanta, invece, viene immessa in rete.
Perché la produzione fotovoltaica in estate è così elevata?
Durante i mesi estivi il sole rimane sopra l’orizzonte più a lungo e l’irraggiamento solare raggiunge livelli particolarmente elevati. Un impianto correttamente progettato può quindi lavorare per molte ore al giorno, raggiungendo alcuni dei valori di produzione più importanti dell’anno.
Agosto rientra generalmente tra i mesi più produttivi, anche se il risultato dipende da diversi fattori:
- posizione geografica dell’impianto;
- orientamento e inclinazione dei pannelli;
- presenza di ombreggiamenti;
- condizioni meteorologiche;
- stato di pulizia dei moduli;
- efficienza di pannelli e inverter;
- eventuali anomalie o cali di rendimento.
Non è quindi corretto considerare agosto automaticamente il mese migliore in assoluto: in alcuni casi giugno o luglio possono registrare una produzione superiore, grazie a giornate molto lunghe e temperature meno penalizzanti.
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Il caldo aumenta la produzione? Non esattamente
Uno degli equivoci più comuni è pensare che i pannelli fotovoltaici producano di più quando fa molto caldo. In realtà, i moduli funzionano grazie alla luce solare, non al calore.
Quando la temperatura delle celle aumenta eccessivamente, l’efficienza dei pannelli può diminuire. Nelle giornate più calde la superficie dei moduli può raggiungere temperature nettamente superiori a quella dell’aria, causando una perdita temporanea di rendimento.
Questo significa che una giornata molto luminosa ma particolarmente calda può risultare meno efficiente rispetto a una giornata soleggiata con temperature più moderate.
Il rendimento dei pannelli solari in estate dipende quindi dall’equilibrio tra due fattori:
- la grande quantità di irraggiamento disponibile;
- la perdita di efficienza provocata dalle temperature elevate.
Un impianto ben dimensionato, installato correttamente e monitorato con continuità consente comunque di sfruttare al meglio l’elevata disponibilità di energia solare dei mesi estivi.
Produzione e autoconsumo: non sono la stessa cosa
Per un’azienda, il vantaggio economico principale del fotovoltaico deriva dall’autoconsumo, cioè dall’utilizzo diretto dell’energia prodotta dall’impianto.
Quando l’energia fotovoltaica alimenta macchinari, impianti di climatizzazione, sistemi di refrigerazione, illuminazione e altre utenze aziendali, l’impresa riduce il prelievo di elettricità dalla rete e quindi il costo della bolletta.
L’energia prodotta e utilizzata immediatamente ha generalmente un valore economico maggiore rispetto a quella immessa in rete. Per questo motivo il dimensionamento di un impianto fotovoltaico industriale deve partire dall’analisi dei consumi reali e degli orari di attività dell’azienda.
Non serve installare più pannelli possibile: serve progettare un impianto coerente con il profilo energetico dell’impresa. Vecchia scuola, ma sempre valida: prima si fanno bene i conti, poi si sale sul tetto.
Cosa succede quando l’azienda chiude per ferie?
Ad agosto molte aziende riducono la produzione o sospendono temporaneamente le attività. I macchinari vengono spenti, gli uffici restano chiusi e i consumi elettrici diminuiscono.
L’impianto fotovoltaico, però, continua a produrre.
Si può quindi verificare una situazione apparentemente paradossale: l’impianto registra una produzione molto elevata, ma il risparmio aziendale risulta inferiore rispetto a mesi nei quali l’impresa è pienamente operativa.
Se durante il resto dell’anno l’azienda riesce ad autoconsumare gran parte dell’energia prodotta, durante la chiusura estiva una quota maggiore può essere immessa in rete. L’impianto continua quindi a generare valore, ma con modalità e ritorni economici differenti.
Energia immessa in rete: cosa significa?
Quando l’impianto produce più energia di quella richiesta in quel momento dall’azienda, l’eccedenza viene immessa nella rete elettrica.
Questa energia non viene necessariamente “sprecata”, ma la sua valorizzazione economica è generalmente diversa dal risparmio ottenuto attraverso l’autoconsumo. In altre parole, evitare di acquistare un kWh dalla rete può risultare più vantaggioso rispetto a produrre lo stesso kWh e cederlo.
Per massimizzare il risparmio energetico aziendale, è quindi importante aumentare la corrispondenza tra produzione fotovoltaica e consumi.
Le possibili strategie comprendono:
- programmare alcune attività energivore nelle ore centrali della giornata;
- coordinare i cicli produttivi con le fasce di maggiore produzione;
- utilizzare l’energia per climatizzazione, refrigerazione o ricarica di veicoli elettrici;
- valutare sistemi di accumulo, quando tecnicamente ed economicamente opportuni;
- monitorare costantemente produzione, consumi e immissioni in rete.

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Il monitoraggio è fondamentale, soprattutto in estate
I mesi di maggiore produzione rappresentano anche un momento utile per verificare le prestazioni dell’impianto. Un calo anomalo durante una giornata soleggiata può segnalare diversi problemi:
- pannelli sporchi o parzialmente ombreggiati;
- malfunzionamenti dell’inverter;
- interruzioni su una o più stringhe;
- deterioramento di alcuni componenti;
- configurazioni non ottimali;
- prestazioni inferiori rispetto alle stime.
Senza un sistema di monitoraggio adeguato, queste anomalie possono passare inosservate e ridurre la produzione per settimane o mesi.
Per gli impianti installati da diversi anni, l’analisi dei dati può inoltre evidenziare l’opportunità di interventi di manutenzione, revamping, sostituzione degli inverter o repowering.
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Fotovoltaico industriale: conta il valore dell’energia, non solo la quantità
Un impianto fotovoltaico industriale è realmente conveniente quando viene progettato in funzione dell’attività dell’azienda.
Il dato più importante non è soltanto quanti kWh vengono prodotti durante l’anno, ma come e quando vengono utilizzati. Due imprese dotate di impianti della stessa potenza possono ottenere risultati economici molto diversi, a seconda dei rispettivi profili di consumo.
Per questo un progetto efficace deve considerare:
- consumi annuali e stagionali;
- distribuzione dei consumi durante la giornata;
- giorni e orari di attività;
- eventuali chiusure aziendali;
- superficie e caratteristiche della copertura;
- possibilità di aumentare l’autoconsumo;
- eventuali sviluppi futuri dell’impresa.
Per le aziende di Monza e Brianza, affidarsi a un interlocutore vicino significa anche poter contare su sopralluoghi, assistenza e interventi più rapidi.
LERIS segue direttamente tutta la filiera: sopralluogo, progettazione, pratiche, installazione, messa in funzione, monitoraggio e assistenza. Le attività vengono gestite con personale e mezzi propri, senza affidare l’installazione a squadre esterne.
Agosto produce molto, ma il risparmio si costruisce tutto l’anno
Agosto può essere uno dei mesi più produttivi per un impianto fotovoltaico, ma non necessariamente quello più redditizio. L’elevato irraggiamento favorisce la produzione, mentre il caldo può ridurre temporaneamente l’efficienza dei pannelli e le chiusure aziendali possono diminuire l’autoconsumo.
La vera convenienza nasce quindi dall’equilibrio tra produzione, consumi e utilizzo dell’energia.
Un impianto correttamente dimensionato e monitorato permette di ridurre il prelievo dalla rete, contenere i costi energetici e migliorare la competitività dell’azienda durante tutto l’anno.
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Responsabile Marketing
Amo le nuove idee e sono sempre alla ricerca di nuove strategie comunicative per non smettere mai imparare, del resto, “per essere bravi nel marketing bisogna essere un pochino pazzi” (Jim Metcalf).

