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Category: Fotovoltaico

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Fake news sul fotovoltaico: sfatiamole definitivamente!

Sfatiamo alcune informazioni che girano sul fotovoltaico, ma che nessuno ti ha mai detto essere fake news!

I pannelli solari funzionano solo quando c’è il sole.

Sbagliato! Il fotovoltaico funziona anche quando è nuvoloso.

È vero che i pannelli solari producono la massima quantità di energia quando sono esposti a luce solare intensa e diretta, ma NON smettono di funzionare completamente quando la luce è scarsa.

Un’innovazione chiave nella tecnologia dei pannelli solari è rappresentata dai pannelli fotovoltaici a film sottile. Questi pannelli sono in grado di catturare anche la luce diffusa, che è presente anche durante il giorno nuvoloso o in condizioni di scarsa luce.

Inoltre, una delle modalità per sfruttare al massimo l’energia solare in condizioni di scarsa luce o di notte è l’archiviazione dell’energia. Questo può avvenire grazie alle batterie: i pannelli solari producono energia durante il giorno e spesso c’è un surplus di energia che può essere immagazzinato per l’uso in momenti in cui la luce è insufficiente oppure immessa nella rete per ottenere un vantaggio economico grazie allo scambio con il GSE (Gestore Servizi Elettrici).

Il fotovoltaico compromette il paesaggio.

Sbagliato! Non è possibile a priori installare moduli fotovoltaici a terra in zone con vincoli paesaggistici.

Gli impianti a terra sono inoltre del tutto rimovibili e l’agro-fotovoltaico rappresenta una modalità sostenibile per far convivere l’agricoltura e il mondo dell’energia pulita e rinnovabile, il tutto nel rispetto della biodiversità.

Anche per le aree residenziali il discorso non è così diverso. Ogni installazione fotovoltaica, infatti, avviene nel rispetto del paesaggio urbano e della sostenibilità: oggi, in alcune regioni, è possibile installare un proprio impianto fotovoltaico anche nei centri storici.

Un condomino non può installare il proprio impianto fotovoltaico sul suo condominio.

Sbagliato! Grazie alla ‘’Riforma del Condominio’’ (Legge n.220 dell’11 dicembre 2012), basta comunicare la propria intenzione all’amministratore.

Facendo leva sul diritto di ogni condomino di poter installare pannelli solari fotovoltaici sulla propria superficie, non bisogna necessariamente richiedere l’approvazione dell’assemblea condominiale

Se sei un amministratore e vuoi sapere di più sul fotovoltaico in condominio, siamo a tua disposizione! Contattaci ora: ti garantiamo assistenza e accompagnamento nel percorso di sostenibilità con un’offerta completa.

Il fotovoltaico è caro e occorre tanto tempo per ammortizzare la spesa.

Sbagliato! Quando si parla di installazione di un impianto fotovoltaico si parla di investimento, non di costo. La media è che l’investimento rientra in soli tre/quattro anni, anche grazie agli incentivi e bonus statali pianificati per il 2024.

Con gli impianti fotovoltaici, sfrutti l’energia del sole e produci gratuitamente energia elettrica!

Un impianto fotovoltaico efficiente consente di avere sempre a disposizione l’elettricità necessaria per le proprie utenze rendendo l’edificio sempre più autosufficiente, riducendo le emissioni inquinanti e aumentando il valore commerciale dell’immobile.

I pannelli solari inquinano.

Sbagliato! Non possono inquinare perché non hanno emissioni e sono per lo più metallo e vetro.

Inoltre, i pannelli fotovoltaici sono quasi interamente riciclabili (fino all’90%): il silicio è atossico, quindi innocuo per la salute, ed è perfettamente riciclabile, così come il materiale plastico che viene utilizzato per assemblare e isolare dall’aria le componenti, e ancora come il vetro frontale e l’alluminio che costituisce il telaio. Inoltre, per la produzione dei pannelli fotovoltaici vengono impiegati metalli preziosi, come l’argento, presente in quantità pari 20 grammi a pannello.

Dunque, in nessun modo lo smaltimento dei pannelli fotovoltaici può rappresentare un problema ambientale.

Installare pannelli fotovoltaici è complicato.

Sbagliato! Basta affidarsi ad installatori capaci e competenti.

Leris realizza il tuo impianto fotovoltaico “chiavi in mano”.
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messa in esercizio dell’impianto.

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Fotovoltaico con accumulo: quando conviene

I sistemi fotovoltaici con accumulo rappresentano una grande opportunità nell’avanzamento delle tecnologie sostenibili per il settore residenziale e industriale. Capaci di combinare l’energia solare, immagazzinando l’elettricità prodotta per un uso futuro, garantiscono una serie di vantaggi significativi.

Innanzitutto, l’adozione di sistemi fotovoltaici con accumulo riduce la dipendenza dalle fonti energetiche non rinnovabili, contribuendo alla mitigazione dei cambiamenti climatici e alla riduzione delle emissioni di gas serra. La loro installazione offre inoltre agli utenti una maggiore autonomia energetica, in quanto riduce la dipendenza dalla rete elettrica tradizionale.

Dal punto di vista economico, i sistemi fotovoltaici con accumulo consentono di ridurre i costi energetici a lungo termine, poiché l’energia solare è gratuita e inesauribile. Inoltre, gli incentivi governativi e le agevolazioni fiscali ad oggi previste rendono questo investimento ancora più conveniente.

Ma come funziona un impianto fotovoltaico con accumulo, e quali sono tutti i suoi vantaggi?

Cosa sono gli impianti fotovoltaici con accumulo?

Gli impianti fotovoltaici senza accumulo generano energia solare durante il giorno, e la utilizzano direttamente per alimentare gli apparecchi elettrici collegati. Ma, quando non c’è luce a sufficienza, gli elettrodomestici devono attingere all’energia della rete elettrica. Gli impianti con accumulo, invece, immagazzinano l’elettricità in eccesso prodotta durante le ore di luce così da ridurre la dipendenza dalla rete.

Per capire esattamente il loro funzionamento, è necessario comprendere come funzionano le singole componenti.

I pannelli solari sono composti da numerose celle fotovoltaiche, generalmente fatte di silicio. Ogni cella è costituita da due strati di silicio, uno con carica positiva e uno una carica negativa. Quando la luce solare colpisce la superficie del pannello, i fotoni (particelle di luce) vengono assorbiti dalle celle fotovoltaiche, fornendo l’energia necessaria per liberare gli elettroni dagli atomi di silicio. Gli elettroni così liberati si muovono attraverso il materiale semiconduttore, creando una corrente elettrica continua, poi inviata a un inverter che la trasforma in corrente alternata.

Il sistema di accumulo è, di fatto, una batteria per lo stoccaggio dell’energia prodotta, che consente di immagazzinare l’energia solare per utilizzarla in un secondo momento. Durante il giorno, i pannelli fotovoltaici convertono la luce solare in energia elettrica sotto forma di corrente continua, poi inviata ad un inverter che la converte in corrente alternata (necessaria ad alimentare gli apparecchi elettrici domestici o industriali). L’energia in eccesso prodotta dai pannelli solari, che non viene immediatamente utilizzata, viene immagazzinata in un sistema di batterie, che la conservano sotto forma di corrente continua. Durante i periodi di bassa produzione solare (ad esempio di notte o in giornate nuvolose), l’energia immagazzinata nelle batterie può essere convertita nuovamente in corrente alternata tramite l’inverter e utilizzata per alimentare gli apparecchi elettrici. Se le batterie raggiungono la loro capacità massima di carica, l’energia solare in eccesso può essere immessa nella rete elettrica pubblica, se il sistema è connesso alla rete, o può essere gestita in altri modi a seconda della configurazione dell’impianto.

La funzione principale dell’inverter è convertire l’energia elettrica generata dai pannelli solari, che è in corrente continua (DC), in corrente alternata (AC), che è il tipo di elettricità utilizzata nella maggior parte delle abitazioni e delle industrie. L’energia elettrica generata dai pannelli fotovoltaici sotto forma di corrente viene inviata all’inverter che, grazie ai componenti elettronici di cui è dotato, la trasforma in corrente alternata (se il sistema fotovoltaico è connesso alla rete elettrica, l’inverter deve sincronizzare la frequenza e la tensione della corrente alternata generata con quelle della rete pubblica). Non solo: l’inverter fornisce anche protezione contro sovratensioni, cortocircuiti e altre anomalie elettriche, garantendo che il sistema fotovoltaico operi in modo sicuro ed efficiente.

Il sistema di gestione dell’impianto fotovoltaico, noto anche come Energy Management System (EMS), ottimizza l’uso dell’energia prodotta dai pannelli solari, monitorando continuamente la sua quantità e misurandone corrente e tensione per determinare la potenza generata. L’EMS traccia inoltre il consumo energetico dell’abitazione o dell’azienda, registrando quanta energia viene utilizzata in tempo reale, e confronta l’energia prodotta con quella consumata: se la produzione supera il consumo, l’energia in eccesso può essere immagazzinata in batterie (se presenti) o immessa nella rete elettrica pubblica.

Solar panel system for home. Renewable energy concept. Simplified diagram of an off-grid system. Photovoltaic panels, battery, charge controller and inverter. Vector illustration.

I vantaggi dell’impianto fotovoltaico con accumulo

Gli impianti fotovoltaici con accumulo offrono numerosi vantaggi, sia per le abitazioni residenziali che per le applicazioni industriali:

  • autonomia energetica: con un sistema di accumulo, gli utenti possono immagazzinare l’energia solare prodotta durante il giorno e utilizzarla quando i pannelli non producono energia, come di notte o durante le giornate nuvolose, il che riduce la dipendenza dalla rete elettrica e aumenta l’autosufficienza energetica;
  • risparmio sui costi energetici: utilizzando l’energia immagazzinata nelle batterie durante i periodi di alta domanda e di tariffe elevate, gli utenti possono ridurre significativamente i costi energetici. Inoltre, l’energia solare è gratuita dopo l’installazione iniziale dell’impianto, contribuendo a un risparmio a lungo termine;
  • ottimizzazione dell’energia rinnovabile: immagazzinando l’energia in eccesso prodotta dai pannelli solari, gli utenti possono massimizzare l’uso delle fonti rinnovabili e ridurre lo spreco di energia, contribuendo così a una migliore efficienza energetica complessiva;
  • riduzione dell’impatto ambientale: utilizzando energia solare e riducendo la dipendenza dalle fonti di energia fossile, gli impianti con accumulo contribuiscono a ridurre le emissioni di gas serra e l’impatto sull’ambiente;
  • stabilizzazione della rete elettrica: gli impianti con accumulo possono aiutare a stabilizzare la rete elettrica, riducendo i picchi di domanda e alleviando la pressione sulla rete durante i periodi di alta richiesta. Questo può portare a una rete elettrica più affidabile e meno sovraccaricata.

Quando è consigliato installare un impianto fotovoltaico con accumulo?

Gli impianti fotovoltaici con accumulo, per via delle loro caratteristiche, sono particolarmente consigliati nelle aree con frequenti interruzioni di corrente, nelle regioni con tariffe elettriche elevate in determinate ore, e per gli utenti che consumano molta energia durante la notte. Inoltre, sono una soluzione intelligente in caso vi sia un elevato bisogno di energia, l’impossibilità di cedere il surplus di elettricità alla rete, in caso di immobili isolati dalla rete elettrica o siti in zone remote, o per impianti fotovoltaici con una certa instabilità nella produzione.

Svantaggi e considerazioni

L’installazione di un sistema fotovoltaico con accumulo è generalmente più costosa rispetto a un sistema senza batterie: le batterie agli ioni di litio, comunemente utilizzate per l’accumulo, possono infatti essere particolarmente costose, aumentando l’investimento iniziale. Inoltre, hanno durata limitata, solitamente compresa tra i 5 e i 15 anni, a seconda del tipo e dell’uso. Ciò implica la necessità di sostituirle periodicamente, aggiungendo ulteriori costi nel lungo termine. Infine, i sistemi di accumulo richiedono una gestione accurata e una manutenzione periodica per funzionare in modo ottimale. A causa dei costi iniziali più elevati, il periodo necessario per recuperare l’investimento può essere dunque più lungo rispetto a un sistema senza accumulo.

È bene sapere anche che non tutta l’energia immagazzinata nelle batterie può essere recuperata completamente, per via delle perdite di efficienza durante il processo di carica e scarica che possono variare a seconda della qualità delle batterie e del sistema di gestione dell’energia. Senza contare che, le batterie e gli altri componenti del sistema di accumulo, richiedono spazio aggiuntivo per l’installazione.

Panoramica sui prezzi degli impianti fotovoltaici con accumulo

Gli impianti fotovoltaici con accumulo hanno costi più elevati rispetto a un impianto standard, per via dell’acquisto dell’installazione delle batterie per immagazzinare l’energia elettrica prodotta ma non consumata al momento.

Il prezzo, tuttavia, dipende dal tipo di batterie (le batterie al nichel/cadmio sono meno costose, ma la loro qualità ed efficienza è nettamente inferiore rispetto a quella delle batterie al litio), dalla capacità del sistema di accumulo, da quanti cicli di carica e scarica le batterie possono supportare, e dalla loro funzionalità. In genere, considerando un impianto fotovoltaico con accumulo, bisogna considerare un costo extra di circa 4 mila euro ipotizzando di installare un sistema di accumulo da 7,1 kWh.

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Front view of photovoltaic panel and battery instalation leaning on the beige white wall with no people renewable energy

Inverter per fotovoltaico: cos’è e a cosa serve

Un inverter per fotovoltaico è un dispositivo elettronico progettato per convertire la corrente continua (CC) prodotta dai pannelli solari fotovoltaici in corrente alternata (CA), utilizzata comunemente nelle nostre case. Tale conversione è necessaria: i pannelli solari generano corrente continua, ma la maggior parte delle applicazioni domestiche e industriali richiedono corrente alternata.

Gli inverter fotovoltaici svolgono quindi un ruolo cruciale nei sistemi di energia solare, poiché consentono l’interfacciamento tra i pannelli solari e la rete elettrica.

Vediamo insieme, nel dettaglio, il loro funzionamento.

Cos’è un inverter fotovoltaico

I pannelli solari non sono l’unico componente da considerare quando si decide di installare un impianto fotovoltaico. Gli inverter svolgono un ruolo altrettanto importante, poiché convertono l’elettricità generata dai pannelli solari in una forma che può essere utilizzata dagli elettrodomestici, dall’illuminazione e dagli altri dispositivi elettronici comunemente presenti in una casa.

La funzione principale degli inverter solari è infatti proprio quella di trasformare la corrente continua in corrente alternata, fungendo così da collegamento tra i pannelli solari e il quadro elettrico di un edificio.

Perché l’inverter è importante

L’inverter solare è un componente fondamentale di ogni sistema di energia solare, proprio per via della sua funzione: prendere la CC generata dai pannelli solari e convertirla in CA così da poter alimentare tutto ciò che necessita di elettricità. Senza un inverter, l’energia raccolta dai pannelli solari non va da nessuna parte.

L’inverter può essere considerato inoltre il cervello di un sistema di energia solare, poiché fornisce una protezione dai guasti a terra e statistiche sulle prestazioni generali: se si verifica un problema col sistema o anche solo con un pannello specifico, è probabile che l’inverter lo riveli.

Infine, gli inverter sono estremamente importanti per l’efficienza di un sistema solare. Quando l’energia si sposta dalle celle solari alla tua casa, parte di essa viene inevitabilmente persa. Un inverter efficiente minimizza le perdite: all’aumentare dell’efficienza, diminuisce il numero di celle necessarie per generare l’energia richiesta, e si riduce così il costo complessivo dell’intero sistema.

Come funziona un inverter fotovoltaico

L’inverter funziona prendendo la corrente continua (CC) in uscita dai pannelli solari, e trasformandola poi in corrente alternata 120 V/240 V (CA). Poiché gli elettrodomestici di casa funzionano con corrente alternata, e non con corrente continua, questa conversione è necessaria per rendere l’energia solare raccolta dai pannelli solari utilizzabile per l’uso quotidiano.

Ma come funziona, di preciso, un inverter? Il sole proietta sui pannelli solari la sua luce, che viene assorbita dagli strati semiconduttori all’interno delle celle solari o fotovoltaiche (i cui strati semiconduttori di silicio cristallino, positivi e negativi, sono collegati tra loro). Questo assorbimento di energia luminosa stimola il movimento degli elettroni, e porta alla generazione della corrente elettrica nota come CC.

L’inverter cattura la corrente continua, la elabora attraverso un trasformatore, e la fornisce all’impianto elettrico come corrente alternata (oppure la immagazzina in una batteria per accumulo, in modo che possa essere utilizzata successivamente).

L’inverter solare, dunque, svolge le seguenti funzioni:

  • converte la corrente continua in corrente alternata;
  • massimizza la potenza erogata, in quanto monitora la tensione del pannello solare per identificare la potenza massima dei moduli;
  • fornisce rapporti sulla produzione di energia, grazie alla tecnologia di cui è dotato (gli inverter di ultima generazione comunicano con le app tramite Wi-Fi, rete Ethernet o Bluetooth);
  • garantisce un funzionamento sicuro del sistema solare, in quanto si spegne in caso di arco voltaico.

Dove si collega l’inverter in un impianto fotovoltaico

L’inverter si collega ai pannelli solari tramite un cavo di collegamento, e alla rete elettrica tramite un dispositivo di protezione (ad esempio, un interruttore differenziale). Il collegamento alla rete elettrica può avvenire in due modi: si parla di connessione in parallelo quando l’inverter fa da collegamento tra i pannelli solari e la rete, e di connessione in serie quando i pannelli vengono collegati a una batteria a sua volta collegata all’inverter e dunque alla rete.

A seconda del modello scelto, l’inverter può essere posizionato:

  • all’esterno, direttamente dietro i pannelli fotovoltaici oppure nelle immediate vicinanze (non deve essere esposto alla luce solare diretta);
  • nel locale caldaia, purché la potenza termica complessiva non superi i 35 kW;
  • in garage, specialmente nelle abitazioni a uno o due piani, in modo che non disti troppo dai pannelli fotovoltaici;
  • nel sottotetto, una soluzione che consente di ridurre il rischio di dispersioni termiche e di contenere i costi di collegamento;
  • in un locale tecnico, ben ventilato e dalla temperatura sempre mite.

Tipologie di inverter

Le tipologie di inverter sono diverse, ciascuna coi suoi pro e i suoi contro.

Inverter di stringa

Gli inverter di stringa gestiscono un gruppo di pannelli solari collegati in serie, chiamato per l’appunto “stringa”. Sono comuni nelle installazioni di piccole e medie dimensioni e sono più economici rispetto ad altre opzioni. Tuttavia, se un pannello in una stringa subisce ombreggiamenti o guasti, può influenzare la produzione di energia di tutta la stringa.

Gli inverter di stringa sono dunque eccellenti per sistemi di energia solare in cui tutti i pannelli sono rivolti nella stessa direzione, su una superficie priva di ostacoli. Sono poco costosi, semplici da installare, si rompono difficilmente e la loro manutenzione è facile. Di contro, non riescono a distinguere quale pannello sta inviando energia. E, poiché tutti i pannelli inviano energia in blocco all’inverter, se un pannello interrompe o rallenta la produzione, l’intero sistema si limita alla massima generazione di energia del pannello più debole. In altre parole, l’intero sistema è meno produttivo se un pannello riceve meno sole degli altri a causa dell’ombra, del manto nevoso o per altri motivi.

Inverter centralizzati

Gli inverter centralizzati sono utilizzati in grandi impianti fotovoltaici, come centrali solari su vasta scala. Gestiscono più stringhe di pannelli solari e offrono maggiore efficienza e controllo rispetto agli inverter di stringa.

Microinverter

I microinverter sono montati direttamente sotto o vicino ai singoli pannelli solari. Ogni pannello ha il suo inverter, il che permette una maggiore flessibilità e ottimizzazione delle prestazioni, specialmente in presenza di ombreggiamenti parziali. Possono essere più costosi da installare, ma offrono un rendimento migliore in determinate condizioni.

I microinverter sono ottimi per sistemi di energia solare in cui non tutti i pannelli sono rivolti nella stessa direzione, per sistemi parzialmente ombreggiati, e per chi ha in programma di ampliare il sistema fotovoltaico un domani. Trasformando immediatamente la potenza CC in CA sul pannello solare, se un pannello o un inverter rallenta la produzione o si guasta, gli altri pannelli e microinverter non ne risentono (ciascuno può continuare a fornire la massima potenza al sistema). Inoltre, inverter di questo tipo non generano molto calore, non necessitano di un raffreddamento meccanico per mantenere un’efficienza energetica ottimale, e durano a lungo. Di contro, sono più costosi degli inverter: ne servono infatti molti, uno per pannello, e la loro manutenzione non è semplicissima.

Inverter ibridi

Gli inverter ibridi possono gestire sia l’energia solare che quella proveniente da altre fonti, come batterie di accumulo o una rete elettrica tradizionale. Sono utilizzati negli impianti che combinano l’energia solare con sistemi di stoccaggio energetico o generatori di backup.

Criteri di selezione di un inverter

Per scegliere il giusto inverter, considera che – tale dispositivo – dovrebbe essere in grado di gestire la potenza massima che il sistema di energia solare può produrre. Se il tuo impianto solare è da 3 kW, avrai bisogno di pannelli da 3 kW e di un inverter solare da 3 kW di dimensioni simili.

Ricorda che, un dimensionamento errato dell’inverter, può portare a inefficienze nel sistema e a bollette elettriche elevate. Per essere sicuro di scegliere la giusta dimensione dell’inverter, segui questa semplice regola: scegli un inverter con una capacità maggiore della capacità totale del pannello solare. Gli inverter tendono infatti a perdere efficienza durante il processo di conversione da CC a CA.

Pensa anche al futuro: se prevedi di espandere il tuo impianto fotovoltaico, considera un inverter più grande di quello richiesto dal tuo impianto attuale, oppure opta per i microinverter. E considera l’efficienza dell’inverter solare. Se il tuo impianto deve essere collegato alla rete, scegli un inverter con un’efficienza minima del 93% – 95%: si tratta di soglie fondamentali per l’utilizzo ottimale della potenza generata dal sistema fotovoltaico.

Manutenzione e durata di un inverter

Sebbene la durata di vita di un inverter solare sia generalmente compresa tra 10 e 15 anni, fattori come una corretta manutenzione e cura, una buona ventilazione e condizioni operative ottimali possono contribuire ad allungarne la durata.

In conclusione, affinché i pannelli fotovoltaici possano essere utilizzati per alimentare la rete elettrica di un edificio, l’inverter è fondamentale. Senza di esso, l’impianto non funziona. Tuttavia, è necessario scegliere il modello giusto. Ecco perché, consultare un professionista, è importante.

Leris è al tuo servizio e ti affianca a 360°, dalla progettazione iniziale dell’impianto, alle pratiche burocratiche, con installazione messa in rete e manutenzione.

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Pannelli fotovoltaici di ultima generazione: caratteristiche e prezzi

I pannelli fotovoltaici di ultima generazione sono dispositivi progettati per convertire la luce solare in energia elettrica in modo più efficiente e conveniente rispetto alle generazioni precedenti.

Negli anni Novanta il mercato dell’energia elettrica fu rivoluzionato dai pannelli fotovoltaici in silicio, la cosiddetta prima generazione. Tuttavia, si trattava di soluzioni costose, capaci di catturare solo radiazioni solari con lunghezza d’onda maggiore di 1.14 micron, il che consentiva di sfruttare non più del 40% della radiazione. Così, venne sviluppata la seconda generazione di pannelli fotovoltaici: i pannelli a film sottili, realizzati in silicio amorfo, tellururo di cadmio o seleniuro di rame-indio. Tuttavia, neppure questa soluzione è ottimale: i pannelli così realizzati, sebbene meno costosi, hanno una bassa capacità di convertire l’energia solare in elettricità e sono sensibili a temperatura e umidità. I pannelli fotovoltaici di terza e ultima generazione consentono di superare anche questo limite.

Cosa si intende per pannelli fotovoltaici di ultima generazione

Le cellule solari utilizzate nei pannelli di ultima generazione sono progettate per massimizzare l’assorbimento della luce solare e la conversione dell’energia. Impiegano materiali avanzati per migliorare prestazioni e affidabilità, andando a ridurre i costi di produzione a fronte di un elevato livello d’efficienza, e contemplano tecnologie quali il miglioramento della trasparenza del vetro superiore del pannello per consentire una maggiore penetrazione della luce solare, e l’uso di strati antiriflettenti per ridurre le perdite di luce. Inoltre, i pannelli fotovoltaici di ultima generazione sono progettati per un’integrazione più semplice con i sistemi di accumulo dell’energia, e includono funzionalità di monitoraggio avanzate per ottimizzare la produzione e il consumo di energia elettrica.

Più economici e più potenti rispetto ai loro predecessori, i pannelli fotovoltaici di ultima generazione hanno un’elevata efficienza, che non cala neppure in caso di temperature alterate, occupano uno spazio ridotto e si integrano perfettamente nelle architetture più moderne.

Le caratteristiche dei pannelli fotovoltaici di ultima generazione

I pannelli fotovoltaici di ultima generazione possono avere:

  • celle organiche realizzate con polimeri o molecole organiche, flessibili e stampabili su materiali leggeri;
  • celle tandem (o ibride), a combinare materiali diversi così da catturare una più ampia gamma di lunghezza d’onda della luce solare;
  • celle a concentrazione (CPV), che impiegano lenti o specchi per concentrare la luce solare su celle piccole ad alta efficienza, particolarmente adatte per ambienti con una forte illuminazione solare;
  • celle a matrice di punti quantici (QDSC): i cosiddetti nanocristalli “punti quantici” catturano la luce e la convertono in elettricità. Il loro punto di forza? La possibilità d’essere modificati per assorbire lunghezze d’onda specifiche;
  • celle fotodiodo organico (OPV), con un film sottile di materiali organici semiconduttori, flessibili e versatili.

Tuttavia, esistono anche pannelli fotovoltaici bifacciali – capaci di generare energia da entrambi i lati della cella fotovoltaica – e pannelli fotovoltaici PERC (Passivated Emitter and Rear Contact). Questi ultimi hanno celle in silicio monocristallino, il cui strato posteriore passivante riflette e recupera la luce non assorbita dal wafer.

Ma quanto durano, e quanto sono efficienti i pannelli fotovoltaici di ultima generazione?

L’efficienza è determinata da diversi parametri: il design del pannello (come sono disposte le celle), il colore del foglio protettivo (il blu e il verde sono più efficaci del nero), l’inclinazione (meglio che siano inclinati verso il sole anziché sul terreno), il materiale (i più efficienti sono i pannelli monocristallini, seguiti dai policristallini e dai pannelli a film sottile). La durata, invece, è compresa tra i 20 e i 30 anni.

Quanto costano i pannelli fotovoltaici di ultima generazione

Un impianto fotovoltaico da 3 kW di tipo tradizionale ha un prezzo medio di 7mila euro e necessita di una superficie di 15 metri quadrati. Un impianto fotovoltaico con pannelli di ultima generazione ha un ingombro leggermente inferiore (circa 12 metri quadrati per 3 kW) e un costo superiore (intorno ai 10mila euro). Tuttavia, la sua efficienza è maggiore e la garanzia più lunga (25 anni in media).

Quanto produce un pannello fotovoltaico di ultima generazione

Il rendimento medio di un pannello fotovoltaico è del 19-21% per i pannelli con celle in silicio monocristallino e del 16-18% se il silicio è policristallino. Un impianto da 3 kW produce quindi circa 3.600 kWh l’anno.

Fondamentale è dunque scegliere pannelli di ultima generazione, con struttura in silicio monocristallino, senza reticolato metallico (che ostacolerebbe l’assorbimento della luce solare) e con base in rame, per via dell’ottima conducibilità elettrica del materiale.

Alla luce di tutto ciò, sottolineiamo l’importanza di investire in un partner affidabile, come Leris, impegnato a fornire soluzioni di eccellenza e a costruire un futuro più sostenibile insieme a te.

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Incentivi fotovoltaico 2024: novità e consigli utili

In Italia, il trend del fotovoltaico continua. E se i numeri sono promettenti, è nel 2024 che si assisterà ad un vero e proprio boom, anche grazie agli incentivi che variano al variare della potenza e del territorio in cui l’immobile è sito.

Nel primo trimestre del 2023, gli impianti funzionanti sono aumentati dell’8,4% e la potenza di picco installata del 9,1%, rispetto all’ultimo trimestre del 2022. Al 31 marzo, gli impianti fotovoltaici erano 1.329.000; al 30 giugno, 1.425.569. In quanto alla potenza di picco, la potenza complessiva nel nostro Paese supera i 27GW: il 49% è concentrato nel settore industriale dedito alla produzione di energia elettrica, il 21% è installato su edifici residenziali, il 20% alimenta attività del terziario, il 10% riguarda il campo agricolo. Il 68% degli impianti fotovoltaici è installato su tetti e coperture, il 32% a terra.

Nel panorama sempre più cruciale dell’energia sostenibile, dunque, i pannelli fotovoltaici si ergono come protagonisti indiscussi nella trasformazione del nostro modo di produrre e consumare energia. Oggi più che mai, la transizione verso fonti rinnovabili rappresenta una risposta essenziale alle sfide ambientali ed energetiche del nostro tempo. I pannelli fotovoltaici, con la loro capacità di convertire l’energia solare in elettricità pulita, giocano un ruolo centrale in questo scenario di cambiamento.

Vediamo, nel dettaglio, come possono i nuovi incentivi essere d’aiuto a chi vuole installare un impianto fotovoltaico nel 2024, pensati con un intento ambientale (promozione dell’energia da fonti rinnovabili) e sociale (aiutare concretamente le famiglie in difficoltà nel pagare le bollette energetiche).

Sottolineiamo che le misure sotto riportate sono aggiornate alla data di pubblicazione del presente articolo, ma tutto è in continuo aggiornamento.

Pannelli fotovoltaici, gli incentivi 2024 in ambito residenziale

Nel 2024, resta attivo l’Ecobonus.

Come anche negli anni precedenti, è possibile detrarre il 50% di quanto speso per l’installazione di un impianto fotovoltaico (con o senza sistema d’accumulo). L’installazione deve essere effettuata entro il 31 dicembre 2024, e la detrazione (in dieci anni) può essere chiesta su un importo massimo di 96mila euro, comprendente anche gli altri interventi annoverabili nell’Ecobonus.

Per accedere agli incentivi è necessario:

  • pagare con bonifico parlante, che includa la causale con l’indicazione della normativa di riferimento e il codice fiscale del beneficiario;
  • presentare la dichiarazione di un tecnico abilitato, che attesti che il rispetto delle normative riguardanti l’intervento;
  • essere in possesso dell’APE (Attestato di Prestazione Energetica);
  • inviare la scheda tecnica all’ENEA entro 90 giorni dalla fine dei lavori, allegando copia dell’APE e della scheda descrittiva dell’intervento.

Inoltre, per gli interventi che prevedono l’acquisto e installazione di impianti fotovoltaici (con o senza sistema d’accumulo) e pompe di calore, il contribuente può beneficiare di un’aliquota IVA ridotta dal 22% al 10%.

Bonus Fotovoltaico 2024

La novità più importante per il 2024 è però l’istituzione del Fondo Nazionale Reddito Energetico da parte del Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica, già pubblicato in Gazzetta, che dà accesso al Bonus Fotovoltaico 2024.

In particolare, i fondi per il 2024 e il 2025 sono così ripartiti ogni singolo anno:

  • 80 milioni per Abruzzo, Basilicata, Calabria, Campania, Molise, Puglia, Sardegna e Sicilia;
  • 20 milioni per le altre Regioni o province autonome.

Possono far richiesta di fondi per l’installazione dei pannelli fotovoltaici i nuclei familiari con ISEE inferiore a 15.000 euro (a 30.000 in caso di 4 o più figli).

L’impianto dovrà avere una potenza compresa tra 3 e 6 kWh, ed essere installato da una ditta abilitata. Una quota dell’energia prodotta deve essere autoconsumata, ed è necessario sottoscrivere una polizza multi-rischi e un contratto di manutenzione e monitoraggio delle performance per almeno dieci anni.

Le modalità per accedere al bonus verranno comunicate entro 90 giorni dalla pubblicazione in Gazzetta, attraverso un decreto ad hoc.

In aggiunta, ci sono le agevolazioni a livello regionale. La Basilicata, ad esempio, permette di ottenere un bonus di 5.000 euro impianti uguali o superiori ai 3kW, che arrivano a 7.500 euro in caso vi sia anche la pompa di calore, e a 10.000 euro se l’intervento riguarda le parti comuni di un condominio. Il Friuli-Venezia Giulia mette a disposizione 3.000 euro di incentivo per kW, fino a un massimo di 18.000 euro, e 1.130 euro per kW di capacità di accumulo della batteria (fino a un massimo di 5.424 euro). Il bonus, che prevede la restituzione del 40% di quanto speso, è cumulabile con l’Ecobonus.

Fondamentale è dunque consultare la normativa della propria Regione, per valutare l’esistenza di eventuali Bonus, i requisiti d’accesso e le modalità di presentazione della domanda.

Bonus per fotovoltaico 2024: il decreto CER

In questi giorni si parla molto del Decreto CER (Comunità di Energia Rinnovabile), finalmente pubblicato, che il ministro dell’Ambiente e della Sicurezza energetica, Gilberto Pichetto Fratin, ha firmato il 6 dicembre scorso. Per essere completo, tuttavia, servono ancora i regolamenti attuativi specifici di riferimento, attesi entro 30 giorni dal decreto da parte dell’Autorità di Regolazione per Energia Reti e Ambiente (Arera) e su proposta del Gestore dei Servizi Energetici (GSE).

Il Decreto prevede due strade per promuovere lo sviluppo delle CER:

  • un contributo a fondo perduto fino al 40% dei costi ammissibili, finanziato dal Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR), rivolto alle comunità con impianti a fonti rinnovabili, anche abbinati a sistemi di accumulo di energia, realizzati nei Comuni sotto i 5.000 abitanti, per uno sviluppo complessivo di due gigawatt;
  • una tariffa incentivante sull’energia rinnovabile prodotta e condivisa su tutto il territorio nazionale.

Gli impianti dovranno essere installati entro il 31 dicembre 2027, e la potenza finanziabile non può superare i 5 Gigawatt.

Pannelli fotovoltaici, gli incentivi 2024 in ambito aziendale

Per le imprese, invece, vanno segnalati specifiche agevolazioni:

  • nuova Legge Sabatini Green: tale incentivo è indirizzato principalmente alle PMI, con particolare attenzione a quelle attive in settori ad elevato consumo energetico. L’obiettivo infatti è quello di favorire il rinnovamento degli impianti di climatizzazione e l’installazione di impianti fotovoltaici di notevoli dimensioni;
  • piano di Transizione 5.0 si orienta verso la conversione da un modello di sviluppo lineare ancorato ai combustibili fossili a un paradigma circolare basato su fonti rinnovabili. Questo piano prevede crediti d’imposta per le aziende che decidono di investire in determinate attività nel periodo compreso tra il 1° gennaio 2024 e il 31 dicembre 2025. Le imprese possono beneficiare di crediti d’imposta per: l’acquisto di beni necessari all’autoproduzione e all’autoconsumo da fonti rinnovabili; di beni strumentali, siano essi materiali o immateriali, in linea con la tecnologia 4.0.; spese relative alla formazione del personale, finalizzate all’acquisizione di competenze inerenti alla transizione verde;
  • zona Economica Speciale (ZES) unica: costituisce un elemento essenziale della strategia di sviluppo per il Mezzogiorno, proponendo misure mirate a stimolare gli imprenditori e i proprietari di imprese del settore agricolo, zootecnico e agroindustriale a investire nelle energie rinnovabili. L’incentivo è focalizzato principalmente su coloro che intendono modernizzare le proprie strutture attraverso l’acquisizione e la messa in opera di nuovi impianti fotovoltaici, nonché l’aggiornamento di quelli già esistenti e per l’installazione di pannelli fotovoltaici sulle loro coperture.

Per usufruire dell’incentivo, è necessario essere un imprenditore agricolo, oppure un’impresa agroindustriale con apposito codice ATECO o un’impresa agricola. Inoltre è necessario:

  • essere debitamente costituiti e registrati come operatori attivi presso il Registro delle Imprese;
  • godere pienamente e liberamente dei propri diritti, possedendo la capacità di stipulare contratti con la pubblica amministrazione, e non essere soggetti a sanzioni che comportino l’interdizione o altri divieti relativi alla contrattazione con enti pubblici;
  • non avere amministratori o rappresentanti che, anche solo per negligenza, abbiano formulato dichiarazioni mendaci in grado di influenzare le decisioni delle Pubbliche Amministrazioni riguardo alla concessione di contributi o sovvenzioni pubbliche;
  • mantenere una situazione contributiva regolare, come attestato dal Documento Unico di Regolarità Contributiva (DURC);
  • non essere coinvolti in procedure concorsuali o trovarsi in condizioni di fallimento, liquidazione coatta o volontaria, amministrazione controllata, concordato preventivo o situazioni analoghe;
  • non essere oggetto di un procedimento di recupero pendente a causa di una precedente decisione della Commissione europea che dichiara un aiuto illegale e incompatibile con il mercato interno;
  • essere in regola con il rimborso di importi dovuti in relazione a revoca di agevolazioni concesse dal MASAF;
  • non essere stati soggetti, nei tre anni precedenti alla presentazione della domanda, a revoca totale di agevolazioni concesse dal MASAF, ad eccezione di quelle derivanti da rinunce volontarie;
  • non trovarsi in condizioni che li qualifichino come imprese in difficoltà, come definito all’articolo 2, punto 18, del Regolamento GBER.

Gli impianti fotovoltaici devono avere una potenza complessiva di 6 – 1000 kWp, montare solo componenti principali nuovi, ed essere installati sulle coperture di edifici preesistenti funzionali allo svolgimento dell’attività agricola.

Le imprese operanti nel settore della trasformazione di prodotti agricoli, per impianti fotovoltaici con una potenza compresa tra 6 kWp e 200 kWp, l’incentivo coprirà l’80% della spesa. Nel caso di impianti con una potenza compresa tra 200 kWp e 500 kWp, l’incentivo sarà pari al 65% delle spese ammissibili, mentre per quelli compresi tra 500 kWp e 1000 kWp, la quota massima sarà del 50%.

Le imprese attive nella trasformazione di prodotti agricoli in settori non agricoli potranno coprire con l’incentivo il 30% delle spese ammissibili, cui vengono applicate alcune maggiorazioni: + 20% per le piccole imprese, +10% per le medie imprese +15% per gli investimenti effettuati in Molise, Campania, Puglia, Basilicata, Calabria, Sicilia e Sardegna.

Per le imprese del settore della produzione agricola primaria che superano i limiti di autoconsumo o di autoconsumo condiviso, la sovvenzione può coprire il 30% delle spese ammissibili (+20% per le piccole imprese, +10% per le medie imprese, +15% per gli investimenti effettuati Regioni sopracitate).

La spesa ammissibile non può superare i 1.500.000 euro.

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Green leaves frame with photovoltaic solar power panel on view s

Fotovoltaico: chi, quando, dove, come, perché

Le domande più frequenti

Vuoi installare un impianto fotovoltaico?

Per semplificarti la vita, abbiamo raccolto le domande più frequenti che potenziali clienti e imprenditori ci rivolgono ogni giorno nelle 5 W: who (chi), when (quando), where (dove), what (cosa) e why (perché).

Chi?

Chi può installare un impianto fotovoltaico?
La risposta è: chiunque!
Infatti, banalmente, chiunque necessiti di energia elettrica può investire nel fotovoltaico: interi condomini o singoli proprietari di appartamento in condominio (grazie alla “riforma del condominio”), ville o villette e aziende.
Un impianto fotovoltaico conviene soprattutto a chi consuma molta energia elettrica. Il fotovoltaico con accumulo, in particolare, è indicato per chi ha una parte considerevole dei suoi consumi di sera o per chi vuole sfruttare le batterie per alimentare una pompa di calore.

Quando?

Quando è consigliabile installare l’impianto fotovoltaico?
La risposta è: subito!
Non ci sono vincoli di stagione o condizioni metereologiche. Ovvio, per quanto riguarda l’installazione del pannello in sé sul tetto, questi non si possono installare con forte pioggia o neve, ma per i lavori interni (batterie, inverter, cavi, stringhe) si può intervenire qualsiasi giorno dell’anno a qualsiasi ora.

Dove?

Dove installare un impianto fotovoltaico e quanto spazio occupa in copertura?
I moduli fotovoltaici possono essere installati in diversi punti, a seconda dello spazio a disposizione e dei parametri migliori per ottimizzare la resa dell’impianto.
I pannelli fotovoltaici si possono installare sia su un tetto a falda, sfruttando l’inclinazione naturale della copertura, sia su un tetto piano montando un’apposita struttura per garantire un orientamento adeguato e un’inclinazione ottimale dei moduli.
Inoltre, il fotovoltaico può essere installato a terra o su strutture ad hoc (pensiline etc.)
La misura standard di un modulo da 420/435 Watt di potenza è 1,7 x 1,1 m. Quindi, per un impianto fotovoltaico domestico da 3 kW, solitamente non si superano i 15 metri quadri.

Come?

Con che criterio e come si dimensiona l’impianto fotovoltaico?
Dimensionare un impianto fotovoltaico è una operazione molto importante in quanto incide sul rendimento e sulla produttività dell’impianto stesso: è fondamentale che le dimensioni e il numero dei pannelli siano coerenti con l’utilizzo che se ne fa e con il fabbisogno da soddisfare. Un impianto troppo grande o uno troppo piccolo potrebbe portare a una riduzione dei benefici e addirittura rivelarsi svantaggioso.
Il criterio principale per calcolare il dimensionamento è l’autoconsumo: è necessario capire quali sono i consumi e quando questi avvengono, (nelle ore diurne? Notturne? Per quante ore?). Inoltre, bisogna considerare anche una serie di fattori di tipo tecnico, climatico, architettonico ed economico e bisogna vedere come questi interagiscono tra di loro. 
Anche per questo motivo, per l’installazione del tuo impianto fotovoltaico, è necessario affidarsi ad un professionista serio e specializzato perché è importante che queste attività vengano svolte con la massima precisione per ottenere la massima efficienza energetica.
Fondamentale è inoltre scegliere la marca migliore del prodotto: Leris è partner Viessmann, garanzia di qualità.

Perché?

Perché installare un impianto fotovoltaico per la propria abitazione e/o azienda?
Ci sono varie motivazioni per cui scegliere di investire installando un impianto fotovoltaico, oltre al fatto di investire nel futuro, nell’energia pulita, green e rinnovabile.

Innanzitutto, un impianto fotovoltaico consente di diventare sempre più indipendente dalla rete elettrica nazionale: una quota della tua energia non sarà soggetta a oscillazioni di mercato.

Aumenta il valore della propria casa/impresa: aumenta il valore dell’immobile e aumenta la reputazione aziendale a seguito della scelta ecosostenibile.

Alla luce di tutto ciò, sottolineiamo l’importanza di investire in un partner affidabile, come Leris, impegnato a fornire soluzioni di eccellenza e a costruire un futuro più sostenibile insieme a te.

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Worker kneeling and sets solar panel.

Pannelli fotovoltaici: come scegliere l’installatore giusto

Le caratteristiche imprescindibili che deve avere l’installatore affidabile

Per l’installazione del tuo impianto fotovoltaico affidati ad un professionista serio e competente, poiché, per poter funzionare al meglio, un sistema di pannelli solari deve essere progettato ed installato a regola d’arte.

La scelta dell’azienda installatrice di pannelli solari deve ricadere su realtà che abbiano una lunga e comprovata esperienza nel settore: l’impresa deve avere alle spalle una certa quantità di lavori già svolti, che devono funzionare in maniera ottimale e produrre la quantità di energia prevista dal progetto.

Un fattore importantissimo è il fatto che l’impresa disponga di proprio personale qualificato, continuamente aggiornato professionalmente, questo per avere il controllo totale sull’operato e per un’esperienza focalizzata sui bisogni e sulle necessità del cliente. Altro fattore molto importante è la marca dei prodotti utilizzati (pannelli, inverter etc.) che deve essere sinonimo di prodotti di prima qualità.

L’obiettivo dell’installatore deve essere la soddisfazione del cliente. La relazione non termina con la vendita, ma è fondamentale che si crei un rapporto di dialogo anche post-vendita, garantendo assistenza in caso di problematiche successive all’installazione del sistema.

Come opera Leris

Scegliere Leris significa scegliere un partner affidabile che può contare su know-how acquisito in anni di esperienza al servizio di chi desidera ristrutturare casa ed investire in un futuro green con l’energia rinnovabile.
Siamo in grado di garantire un servizio affidabile e puntuale: operiamo a 360° garantendo un servizio diretto di qualità che, partendo da un servizio di consulenza, studia con il cliente un progetto ad hoc.

Leris utilizza solo prodotti Viessmann, di cui siamo partner, garantendo così i migliori prodotti sul mercato.

Con Leris, l’installazione di un impianto fotovoltaico segue una serie di passaggi chiave: dalla valutazione iniziale alla messa in funzione. Ecco come operiamo:

Audit

Un sopralluogo del nostro esperto, totalmente gratuito, presso la tua azienda o abitazione (in base a dove è richiesta l’installazione dei pannelli), è imprescindibile.

Attraverso un’analisi del posizionamento dell’immobile, della grandezza e del fabbisogno energetico si stima la dimensione dell’impianto fotovoltaico. Fra i fattori decisivi c’è la posizione e l’ampiezza di superficie disponibile per un impianto e i consumi energetici dell’edificio. Ti comunicheremo anche quanto l’installazione del fotovoltaico sarà effettivamente conveniente come ritorno economico, anche in base ai consumi energetici riscontrati: non ti consiglieremo mai di installare un impianto fotovoltaico se non puoi ottenere dei benefici tangibili!

Supporto finanziario, pratiche burocratiche e progettazione

Dopo aver appurato che la tua azienda o la tua abitazione ha una struttura ideale per ospitare il fotovoltaico, si può procedere con le pratiche burocratiche necessarie per poter effettuare i lavori.

Leris realizza il tuo impianto fotovoltaico “chiavi in mano”, prendendosi carico anche della parte relativa al finanziamento per i privati ed al leasing per le aziende, in modo tale che il cliente non abbia pensieri e non si debba occupare di nulla.

Installazione messa in rete e manutenzione

Installazione dell’impianto fotovoltaico a regola d’arte, grazie forza lavoro propria Leris: crediamo che avere proprio personale qualificato, continuamente aggiornato professionalmente, ci fornisca un controllo più immediato delle diverse fasi di lavoro.

La nostra relazione con i clienti non termina con la vendita: offriamo un eccellente servizio post-vendita garantendo assistenza telefonica gratuita per le problematiche risolvibili da remoto, oltre che reperibilità via Whatsapp.

Inoltre, ovunque tu sia, potrai tenere sempre il tuo impianto sotto controllo: avrai a portata di click il tuo impianto, con dati correnti e storici di produzione.

Alla luce di tutto ciò, sottolineiamo l’importanza di investire in un partner affidabile, come Leris, impegnato a fornire soluzioni di eccellenza e a costruire un futuro più sostenibile insieme a te.

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Costi, dimensioni e rendimento di un impianto fotovoltaico da 6 kW

Impianto fotovoltaico da 6 kW, diverse tipologie e opzioni

Un impianto fotovoltaico da 6 kW, se applicato in un contesto residenziale, è in grado di coprire le esigenze energetiche di una famiglia residente in un’abitazione di grandi dimensioni, tipicamente una villa singola o bifamiliare. In questi casi, grazie all’energia generata, se l’impianto è collegato ad una pompa di calore, si riesce ad ottenere anche l’energia necessaria per il riscaldamento e il raffreddamento dell’abitazione, ed eventualmente per far funzionare una piscina.

Questi sistemi possono variare in termini di configurazione, materiali utilizzati e posizionamento, che possono influire su costi, dimensioni e rendimento. Entriamo più nel dettaglio per capire le diverse tipologie di questi impianti e le relative specifiche.

Impianti fotovoltaici connessi alla rete (grid-tied): Questi sono connessi alla rete elettrica locale e possono cedere l’elettricità in eccesso alla stessa secondo il meccanismo dello scambio sul posto, gestito dal GSE. Diventa possibile, perciò, prelevarla in un secondo momento in base alle necessità con il fine di tagliare i costi in bolletta e soddisfare il fabbisogno energetico individuale o familiare.

Impianti fotovoltaici ibridi o connessi alla rete con accumulo: Questi sistemi sono collegati alla rete elettrica, ma hanno anche un sistema di accumulo di energia (generalmente delle batterie). Questo permette di immagazzinare l’energia prodotta in eccesso durante il giorno per utilizzarla durante la notte o in momenti di bassa produzione. Questa configurazione offre l’autosufficienza energetica dell’off-grid e la sicurezza di poter attingere alla rete in caso di necessità.

Un impianto fotovoltaico con accumulo e pompa di calore: oltre a quanto specificato nel punto precedente, questa soluzione combina la produzione di energia rinnovabile, l’immagazzinamento di elettricità con la produzione di riscaldamento e raffreddamento.

Impianti fotovoltaici autonomi (off-grid): Questi operano in modo indipendente dalla rete elettrica, di solito utilizzando batterie per immagazzinare l’energia in eccesso. Vengono utilizzati principalmente in aree remote che non vengono raggiunte dalla rete elettrica locale.

Costo impianto fotovoltaico da 6 kW con e senza accumulo

Che sia con accumulo o senza, un impianto fotovoltaico da 6kW necessita di un investimento iniziale, ma, grazie anche agli incentivi statali, in genere nel giro di 5-7 anni si riesce a raggiungere il punto di pareggio. Da lì, poi, la strada si fa in discesa, dato che il risparmio sulla bolletta energetica inizia a diventare evidente.

Per valutare il costo e la convenienza di un impianto occorre comunque soffermarsi su una serie di fattori variabili, come il dimensionamento, il costo dell’energia, la qualità e i prezzi dei pannelli solari, l’area geografica di riferimento e i livelli di insolazione.  

Numeri alla mano, se si considera che per ciascun kW installato il costo si attesta tra i 1.900 e i 2.400 euro, un impianto fotovoltaico da 6 kW senza accumulo potrebbe venire a costare tra gli 11.500 e i 14.500 euro chiavi in mano.

Per quanto riguarda invece gli impianti fotovoltaici da 6 kW con accumulo, alla somma indicata, occorre aggiungere un ulteriore importo attorno ai 6000 o 7.000 euro per la batteria, che porta il totale della spesa in una forbice compresa tra 18.500 e 21.500 euro.

Oltre a quanto specificato, se si desidera mantenere l’impianto in ottime condizioni, bisogna conteggiare anche le spese di manutenzione e pulizia dei pannelli, che in genere vanno dagli 80 ai 120 euro per kW all’anno. Questo significa che i costi accessori di un impianto fotovoltaico da 6 kW si attestano attorno ai 480/720 euro all’anno.

Quant’energia genera un impianto fotovoltaico da 6 kW

La produzione di energia di un impianto fotovoltaico da 6 kW dipende da vari fattori, tra cui l’irraggiamento solare della zona in cui si trova l’impianto, l’orientamento e l’inclinazione dei pannelli, la presenza di ombre o ostacoli, la temperatura e il tipo di pannello solare utilizzato.

In condizioni ideali, considerando una media annuale di 4 ore di pieno sole al giorno, un impianto da 6 kW può produrre circa 24 kWh al giorno. Moltiplicato per i giorni dell’anno, l’impianto può generare circa 8,760 kWh all’anno. Questo è un valore approssimativo, la produzione reale ovviamente può variare.

In Italia, ad esempio, l’irraggiamento solare medio varia notevolmente da nord a sud, quindi un impianto al sud potrebbe produrre significativamente di più di uno al nord. Pertanto, per avere una stima precisa della produzione di energia di un impianto fotovoltaico da 6 kW, si consiglia di consultare un esperto locale o di utilizzare un calcolatore di produzione solare online, che può tener conto delle specifiche condizioni locali.

Quanto produce un impianto fotovoltaico da 6 kW al giorno in estate?

Rispetto ai 21,9 kWh giornalieri di media annua, in estate le prestazioni di un impianto fotovoltaico da 6 kW tendono sensibilmente a migliorare. Giugno, luglio e agosto vedono salire la produzione giornaliera sino a 23,8 kWh, per il semplice motivo che un impianto fotovoltaico da 6 kW in questo lasso di tempo funziona a pieno regime.

Numeri alla mano, la produzione media mensile a giugno, a luglio e ad agosto corrisponde rispettivamente a 895 kWh, a 971 kWh e a 939 kWh. Questo vuol dire giornalmente 29,83 kWh, 31,32 kWh e infine 31,3 kWh.

Quanto produce un impianto fotovoltaico da 6 kW al giorno in inverno?

Per ovvi motivi, la produzione di energia elettrica di un impianto fotovoltaico durante la stagione invernale risulta inevitabilmente ridotta. A novembre, a dicembre, a gennaio e a febbraio, spesso, la produzione di energia elettrica si riduce ai minimi termini. A fronte di una temperatura rigida, la produzione media mensile a novembre, a dicembre, a gennaio e a febbraio ammonta rispettivamente a 520 kWh, 493 kWh, 486 kWh e 561 kWh. Questo vuol dire a livello giornaliero 17,3 kWh, 15,9 kWh, 15,67 kWh e infine 20,03 kWh.

Quanto spazio occupa un impianto fotovoltaico da 6 kW?

Le dimensioni di un impianto fotovoltaico da 6 kW dipendono principalmente dal tipo di pannelli solari utilizzati, poiché i diversi pannelli hanno diverse efficienze e, di conseguenza, dimensioni diverse per la stessa potenza.

In linea di massima, comunque, possiamo dire che le dimensioni di un impianto fotovoltaico da 6 kW costituito da 14 pannelli da 400 watt cadauno si aggira intorno ai 30 mq. Considerando anche lo spazio aggiuntivo necessario per l’installazione, la manutenzione e per evitare ombreggiature, lo spazio necessario complessivo deve aggirarsi attorno ai 50 metri quadri.

Quanti pannelli sono necessari per un impianto da 6 kW?

Per una resa ottimale, occorre che i pannelli si rivelino altamente efficienti. Pochi sanno, però, che la dimensione del pannello non corrisponde necessariamente al livello di efficienza e, di conseguenza, al numero di watt generati. Dimensioni e potenza, quindi, non sono affatto direttamente proporzionali.

In riferimento al numero ideale di pannelli fotovoltaici per un impianto da 6 kW, è opportuno asserire che tutto dipende dai watt di ciascuno di essi. Ad esempio, qualora si acquistassero pannelli di potenza pari a 600 watt, occorrerebbero idealmente 10 pannelli, dato che 600 x 10 = 6 kW. Nella circostanza in cui la potenza di ciascun pannello corrispondesse alla metà dei precedenti, allora bisognerebbe comprarne 20 da 300 watt.

Quanto paga il Gestore dei Servizi Energetici (GSE) l’energia immessa in rete 2023?

Tutta l’energia immessa in rete dall’impianto fotovoltaico, e poi prelevata di nuovo, viene pagata dal Gestore dei Servizi Energetici (GSE) con una tariffa variabile che, di media, corrisponde grosso modo a 0,16 euro al kWh nel 2023. Questo vuol dire che il corrispettivo si compone di due quote: la prima, fissa, corrisponde a 50 euro, mentre la seconda, variabile, si attesta attorno ai 2 euro per kWh. Questo vuol dire in pratica che, tenendo conto di una soglia corrispondente a 20 kW, una volta che il livello viene oltrepassato si passa a 1 euro per ognuno dei kW eccedenti. Per maggiori informazioni potete consultare direttamente la pagina relativa allo scambio sul posto del sito del GSE.

Quanti anni dura un impianto fotovoltaico?

Un impianto fotovoltaico è progettato con l’intento di durare vari decenni. Se i pannelli solari sono di alto livello qualitativo, i rendimenti ne traggono benefici evidenti. Ragion per cui si allunga la durata dell’impianto che, nella migliore delle ipotesi, ha tutti i presupposti per funzionare in maniera impeccabile anche per un lasso di tempo pari a 25 anni.

Contattaci per preventivi e info su impianti da 6 kW

Se desirate saperne di più sull’argomento contattateci senza impegno, saremo lieti di fornirvi maggiori informazioni al riguardo e di effettuare un sopralluogo presso la vostra abitazione per verificare la fattibilità.

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Batterie di accumulo fotovoltaico, guida completa

Batterie accumulo fotovoltaico

Caratteristiche delle batterie per l’accumulo energetico fotovoltaico

In un impianto fotovoltaico, le batterie di accumulo sono deputate alla gestione efficiente dell’energia elettrica: si tratta, di fatto, di un componente che gioca un ruolo imprescindibile sia in termini di funzionamento sia a livello di prestazioni, oltre che di autonomia, in quanto assicura l’immagazzinamento dell’energia nel momento in cui i consumi elettrici si dimostrano più bassi della produzione.

Affinché la resa sia ai massimi livelli, le batterie di accumulo fotovoltaico devono presentare idealmente le suddette caratteristiche tecniche:

Efficienza: alta efficienza in termini di rapporto che intercorre fra l’energia fornita e quella immagazzinata. Batterie performanti di questa tipologia di impianto sono quelle che permettono di stoccare l’energia generata e non consumata in tempo reale.

Resistenza alle escursioni termiche: fondamentale per evitare la compromissione delle batterie.

Durata: Una batteria di buona qualità dovrebbe avere una lunga vita utile, il che significa che può resistere a molti cicli di carica e scarica senza perdere la sua capacità di immagazzinamento.

Compatibilità: La batteria dovrebbe essere compatibile con il sistema fotovoltaico esistente, inclusi gli inverter e i pannelli solari.

Sicurezza: Le batterie dovrebbero avere misure di sicurezza incorporate per prevenire surriscaldamenti, cortocircuiti o altri problemi che potrebbero causare danni o incendi.

Manutenzione: interventi tecnici ridotti ai minimi termini.

Conoscere a fondo quali sono le reali potenzialità delle batterie di accumulo fotovoltaico si conferma aspetto decisivo quando occorre sfruttare l’energia solare. Bisogna sempre tenere presente che l’energia accumulata nelle batterie può essere utilizzata praticamente in ogni momento, come ad esempio nel corso della notte, dove l’irradiazione solare è nulla.

Come dimensionare la batteria di un impianto fotovoltaico

Dimensionare correttamente la batteria di un impianto fotovoltaico è un passaggio fondamentale per garantire un’efficienza energetica ottimale. I seguenti passaggi ti guideranno nel processo di dimensionamento:

  1. Calcola il tuo consumo energetico giornaliero: Il primo passo per dimensionare la batteria del tuo impianto fotovoltaico è calcolare il tuo consumo energetico quotidiano. Questo può essere fatto sommando la potenza di tutti i dispositivi elettronici che utilizzi e moltiplicando per le ore in cui sono in funzione ogni giorno. Il risultato sarà in kilowattora (kWh) al giorno.
  2. Stima il numero di giorni di autonomia: Il numero di giorni di autonomia rappresenta il numero di giorni che desideri che la tua batteria possa fornire energia in caso di mancanza di produzione solare. Questo è particolarmente importante nelle stagioni in cui la luce solare è scarsa o in caso di interruzioni prolungate della rete.
  3. Calcola la capacità della batteria: Una volta che hai calcolato il tuo consumo energetico quotidiano e stimato il numero di giorni di autonomia, puoi calcolare la capacità della batteria moltiplicando i due numeri. Ad esempio, se il tuo consumo energetico quotidiano è di 5 kWh e desideri 3 giorni di autonomia, avrai bisogno di una batteria con una capacità di 15 kWh.
  4. Considera il tasso di scarica e l’efficienza della batteria: Le batterie non dovrebbero mai essere scaricate completamente. Di solito, il tasso di scarica sicuro è del 50% per le batterie al piombo-acido e dell’80% per le batterie al litio. Inoltre, devi prendere in considerazione l’efficienza della batteria. Se la tua batteria ha un’efficienza del 90%, devi dividerla per 0.9 per ottenere la capacità effettiva necessaria.
  5. Prevedi l’espansione futura: Se prevedi di aumentare il tuo consumo di energia in futuro o di aggiungere più pannelli solari, dovresti prevedere una batteria con una capacità maggiore per far fronte a queste eventualità.

Ricorda, però, che è sempre una buona idea contattarci per maggiori informazioni prima di prendere decisioni definitive sul dimensionamento delle batterie del tuo impianto fotovoltaico.

Tipologie di batterie accumulo fotovoltaico

Le batterie per il fotovoltaico, utilizzate per l’accumulo di energia, possono essere di due tipi: monodirezionali o bidirezionali. Le batterie monodirezionali vengono caricate esclusivamente attraverso l’energia generata dai pannelli fotovoltaici, mentre le batterie bidirezionali possono essere caricate sia dall’energia prodotta dai pannelli fotovoltaici sia, se necessario, dalla rete elettrica.

Oltre a questo, bisogna dire che esistono diversi tipi di tecnologia di batteria, tra cui il piombo-acido, il litio-ionico, e il sale di zolfo. Ognuna ha i suoi pro e contro in termini di capacità, efficienza, durata e costo.

Batterie al litio-ionico: Queste batterie sono attualmente le più utilizzate nei sistemi fotovoltaici grazie alla loro alta efficienza, lunga durata e tassi di scarica elevati (fino all’80-90%). Hanno anche il vantaggio di non richiedere praticamente alcuna manutenzione. Tuttavia, il costo iniziale delle batterie al litio-ionico è più elevato rispetto a quello delle batterie al piombo-acido.

Batterie al piombo-acido: meno utilizzate ma sempre presenti sul mercato per via della loro affidabilità e del costo relativamente basso. Le batterie al piombo-acido generalmente hanno una durata più breve rispetto ad altre tecnologie e un basso tasso di scarica (50%), che significa che solo la metà della loro capacità può essere utilizzata.

Batterie al sale di zolfo: queste batterie vengono realizzate con una tecnologia relativamente nuova per l’immagazzinamento di energia. Offrono una densità energetica molto alta (il che significa che possono immagazzinare molta energia in un piccolo spazio) e possono sopportare un grande numero di cicli di carica e scarica. Funzionano a temperature molto elevate (circa 300-350 gradi Celsius), il che potrebbe non essere ideale in alcuni ambienti. Inoltre possono essere più costose rispetto alle altre opzioni.

Ogni tipologia di batteria ha i suoi pro e contro, quindi la scelta della batteria giusta dipenderà dalle tue esigenze specifiche, dal tuo budget e dalle condizioni ambientali in cui verrà installata la batteria.

I prezzi medi delle batterie per il fotovoltaico

Il prezzo delle batterie per l’accumulo dell’energia fotovoltaica è influenzato da diversi fattori. Innanzitutto, la tecnologia utilizzata gioca un ruolo cruciale: le batterie agli ioni di litio, ad esempio, tendono a costare più del doppio rispetto alle più datate batterie al piombo-acido.

Un aumento dell’efficienza energetica della batteria può comportare un incremento proporzionale del costo. Allo stesso modo, anche la qualità delle celle dei moduli della batteria, la profondità di carica consentita, la temperatura operativa ottimale e la presenza di funzionalità avanzate possono influenzare il prezzo finale.

Ad esempio, se le batterie sono dotate di sistemi SMART che permettono una gestione a distanza, il costo iniziale di investimento potrebbe essere più elevato.

In media, considerando un servizio chiavi in mano, il prezzo delle batterie agli ioni di litio per l’accumulo dell’energia fotovoltaica si situa tra i 900 e i 1200 euro per kilowattora (kWh). Ricorda, però, che questi valori sono solo indicativi e possono variare in base a molteplici fattori.

Quanto durano le batterie di accumulo per fotovoltaico?

Le batterie agli ioni di litio dominano attualmente il mercato dell’accumulo di energia fotovoltaica. Rispetto ai modelli più vecchi, questi dispositivi offrono una durata che può essere più del doppio e vantano tempi di ricarica notevolmente ridotti. In termini di funzionalità, non sono molto diversi dalle batterie che alimentano gli smartphone di ultima generazione.

La durata di queste batterie è strettamente correlata al numero di cicli di carica e scarica. Più cicli di carica e scarica una batteria deve sopportare, minore sarà la sua autonomia effettiva nel tempo.

La maggior parte dei produttori offre una garanzia di durata di 7 anni. I cicli di carica e scarica medi di una batteria sono circa 10.000. Se utilizzate correttamente, non è irragionevole aspettarsi che queste batterie possano durare oltre 15 anni, un periodo di tempo significativo per un dispositivo di accumulo di energia.

Meglio batteria di accumulo o scambio sul posto?

L’accumulo di energia rappresenta una scelta spesso preferibile rispetto allo scambio sul posto, in quanto consente di immagazzinare l’energia prodotta ma non immediatamente consumata, attraverso l’uso di apposite batterie. Quando l’impianto fotovoltaico non è in funzione, il fabbisogno elettrico dell’abitazione può essere coperto utilizzando l’energia accumulata, eliminando così la necessità di attingere dalla rete elettrica.

Il vantaggio di un sistema di accumulo risiede principalmente nel risparmio economico: attingere energia dalla rete ha infatti un costo superiore rispetto all’utilizzo dell’energia autoprodotta e immagazzinata. Inoltre, l’accumulo consente una maggiore protezione contro le possibili fluttuazioni dei prezzi, tipiche dello scambio sul posto.

Mentre con lo scambio sul posto i benefici economici vengono percepiti annualmente attraverso un contributo, con un sistema di accumulo i vantaggi in termini di risparmio energetico e quindi economico si manifestano quasi immediatamente. Questo rende l’accumulo un’opzione molto attraente per la gestione dell’energia prodotta da un impianto fotovoltaico.

La batteria non tiene più la carica, cause e soluzioni

Non c’è dubbio che la qualità dell’installazione svolga un ruolo fondamentale per il funzionamento efficace delle batterie di accumulo per impianti fotovoltaici. Questo include la scelta del luogo appropriato per l’installazione del sistema di batterie, così come la corretta configurazione dell’interazione tra il sistema di accumulo, la rete elettrica domestica e l’impianto fotovoltaico.

Diversi problemi possono compromettere il funzionamento del sistema di accumulo. Ad esempio, un’esposizione prolungata a temperature estreme, sia troppo alte che troppo basse, può causare malfunzionamenti elettrici, compresi problemi con l’inverter. Questi problemi possono rendere il sistema di accumulo inaffidabile nel tempo.

Un altro aspetto importante da tenere in considerazione è il numero di cicli di carica della batteria. Se superato il limite consigliato dal produttore, la batteria potrebbe non garantire più un’efficienza energetica ottimale e potrebbe quindi necessitare di essere sostituita.

In tali situazioni, è fortemente sconsigliato cercare di risolvere i problemi da soli. Piuttosto, è importante affidarsi a un professionista del settore, che è in grado di identificare la causa del problema e di fornire le soluzioni più adeguate.

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